TEATRO RITUALE_INDIA 2018/2019

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LABORATORIO di TEATRO RITUALE_INDIA
Da Ottobre 2018 a Giugno 2019
Cerchio di Creazione Rituale e Teatrale

Serata di Presentazione gratuita: Venerdi 5 Ottobre 2018 ore 19,00
Spazio Cucu’, Via Saluzzo 30, Torino.

Progettazione Artistica a cura di Thuline Andreoni
Elementi Base di Danza Indiana: Antonella Usai
e altre consulenze esterne durante l’anno…

Prenotazione Obbligatoria: collettivoscarpetterosse@gmail.com// Tel 3331234272

“Il rituale è performance, un’azione compiuta, un atto.”
“Abbiamo abbandonato l’idea del teatro rituale per – come risultò evidente – rinnovare il rituale, il rituale teatrale, non religioso, ma umano: attraverso l’atto, non attraverso la fede.”
“Non si può capire realmente la propria tradizione, senza confrontarla con una culla diversa”.
J. Grotowski

MITO DI RIFERIMENTO RICERCA E PERCORSO 2018/2019:
FRAMMENTI di MAHA-BHARATA

Il piu’ straordinario dei testi epici indiani, risalente al VIII-IX secolo a.c. e’ considerato il capolavoro della cultura classica indiana nonche’ il poema piu’ vasto dell’umanita’ ( 100.000 versi).

“Questo libro ti aiuterà a capire meglio l’essenza dell’antica filosofia indiana. È più lungo dell’altro grande classico indiano, il Ramayana, e otto volte più esteso di Iliade ed Odissea combinati insieme. Oltre a contenere fantastiche storie di un favoloso passato il Mahabharata è famoso anche per essere un grande libro di elevata spiritualità. Chi lo legge coglierà i punti essenziali che, nei secoli, hanno reso l’India famosa nel mondo. Storia, filosofia, arte, spiritualità cosmica, viaggi spaziali, yoga, karma, reincarnazione, fenomeni oggi considerati paranormali, tutto viene descritto in modo ricco e avvincente. Krishna è l’eroe principale di questa opera, il Guru supremo dell’antica filosofia indiana. Da lui sono rivelati, all’amico e discepolo Arjuna, gli insegnamenti eterni della vita che ancora oggi affascinano, nel mondo, milioni di persone.”
(Giorgio Cerquetti)

Lavoro propedeutico finalizzato alla costruzione di un linguaggio comune
– Ritmo e Presenza
– Dinamiche della natura: gli elementi, le materie, gli animali, i colori, le luci.
– La neutralita’: la maschera neutra (uno stato di calma e curiosita’)
– La voce arcaica, legame tra azione e voce
– Non identificazione//Distacco: parallelo agli insegnamenti di Krsna ad Arjuna (un’azione priva di attaccamento ai suoi frutti)
– Transferts: dalle dinamiche della natura ai personaggi e alle situazioni.
– Lavoro orizzontale (lo spazio esteriore, le relazioni, conflitti, obiettivi, azione e reazione, tirare e spingere)/ Lavoro verticale ( mondo interiore, vocazione, archetipi, funzioni, super-obiettivi dei personaggi)
– Improvvisazione
– Costruzione rituale di super-marionette/Fantocci sacri per la rappresentazione
– Costruzione di un albero genealogico e relazionale dei personaggi principali del poema indiano.
– Creazione collettiva di una drammaturgia
– Elementi base di Danza Indiana a cura di Antonella Usai

Temi
– Nātyaśāstra (Rasa e Bhava) a confronto con La Poetica di Aristotele
– Frammenti di Mahabharata originale a confronto con il Mahabharata riadattato da Jean-Claude Carrière e Peter Brook ( testo di studio consigliato: “Il Mahabharata cinematografico di Peter Brook” di Carola Benedetto, ed. Ananke Lab), quali racconti recuperare?
– Shiva e Shakti
– Elementi di Induismo// I tre insegnamenti sui tre fini dell’uomo. Trivarga: Dharma, Artha, Kama e Moksa, la liberazione//
– I 5 fratelli Pandava e come riconoscere in noi stessi alcuni degli aspetti/funzioni incarnate dai 5 Ksatryya (principi guerrieri): Yudhisthira/Bhima/Arjuna/Nakula e Sahadeva
– Il personaggio della principessa Drapaudi, analisi delle sovrapposizioni mitologiche patriarcali. Potere del sangue mestruale.
– Il mito di Krishna (ottavo avatara di Visnu)
– Bhisma ed i suoi insegnamenti
– I personaggi principali del Mahabharata

“Provengo dalla santa arena del grande sacrificio dei serpenti di Maharaja Janamejaya,” rispose Suta, “ove mi è stato concesso l’onore di ascoltare la sacra e meravigliosa storia chiamata Maha-bharata, composta da Vyasa. Subito dopo, colto da curiosità, sono andato a visitare Samanta-panchaka, il luogo in cui tempo fa si combatté la battaglia fratricida tra i figli di Dritarashtra e quelli di Pandu, i protagonisti di questa fantastica narrazione, che è in sé stessa una meditazione sul Signore Supremo Shri Krishna e arreca a tutti, oratori e ascoltatori, il massimo del beneficio spirituale. Se volete posso ripetervela dall’inizio, esattamente come l’ho ascoltata, senza aggiungervi niente di mio. E allora, comodamente seduti secondo le varie posizioni dello yoga sui loro tappetini di erba santa, i saggi si apprestarono con grande felicità ad ascoltare il Maha-bharata.”

ADI PARVA (Maha-Bharata, 1.)

Il laboratorio che proponiamo fa tesoro dell’eredità che ci ha consegnato la ricerca teatrale sull’interrelazione tra Teatro e Rituale; infatti incentriamo il perno pratico-teorico del laboratorio sulla concreta artigianalità del fare teatro associata ad una sostanziale laicità del suo modo di operare.
L’intento è la costituzione di un gruppo- comunità di persone che grazie al fare teatro possa attingere ai miti di creazione e le mitologie da ogni parte del mondo, rendendone i contenuti materiale vivo e strumentale all’esplorazione teatrale delle costanti essenziali.
Quello che ci interessa è di cogliere, e infine restituire ad un pubblico, il modo specifico in cui ogni cultura ed ogni sistema di pensiero delle origini ( nei tempi antichi di grande connessione dell’essere umano con i ritmi naturali e radicamento alla terra), abbia contribuito tramite i propri racconti e miti a tramandare una comprensione di problemi ed interrogativi universali ( percezione, coscienza, aldilà, senso della vita, inizio del mondo, giustizia, nascita/morte/rigenerazione).
L’immaginario del gruppo si corrobora così, proprio grazie al sostrato archetipico di cui sono portatori i miti su cui si lavora, e l’esperienza teatrale diventa un veicolo di esplorazione di sé e dell’altro da sé, un viaggio verso e nell’alterità, per tentare di riattingere quella dimensione di pienezza, intensità e interezza originarie che nelle culture tradizionali era (e forse, talvolta, è ancora) possibile esperire col rito.
Il fare, all’interno del nostro laboratorio, indaga alcune delle potenzialità del rituale, non rifacendolo-imitandolo ma, proponendone un equivalente in termini di processo della ricerca teatrale che modifica e trasforma lo stato della propria coscienza.
Da una comunità atomizzata ad un gruppo che sperimenta un processo di unificazione e di organicità: dall’unione di ciò che è individuale con ciò che è collettivo, la collaborazione, l’accettazione delle difficoltà e della diversità.

Di seguito riportiamo alcune note dalle lezioni di Mitologia Comparata di Valeria Aliberti all’interno del percorso laboratoriale 2017/2018.

Il Mito è una narrazione sacra che «ci pone in profondo accordo con i processi di vita dell’universo che si dispiega”
Il Mito è uno dei modi che l’essere umano ha sempre posseduto per leggere la Natura che ci circonda e per legare ad essa le nostre vicende sia culturali che personali.
Nasce sin dagli albori dell’umanità dal bisogno di esprimere l’inesprimibile e di trasmettere la conoscenza della Natura e del fare Cultura.
Da Mythos e Logos a lo studio dei miti – La narrazione dei miti
La narrazione di un mito ci conduce in uno spazio rituale sacro dentro al quale possiamo «colmarci di mito» , divenire pieni di esso fino a viverlo e sperimentarlo con i nostri stessi corpi poiché il Mito non è materia inerte ma è pieno di Vita.

PER ISCRIVERSI

Occorre avere almeno 2 anni di esperienza teatrale in laboratori o scuole di teatro e partecipare alla serata di presentazione gratuita del 5 Ottobre 2019, prenotazione obbligatoria.

Serata di Presentazione gratuita: Venerdi 5 Ottobre 2018 ore 19,00
Spazio Cucu’, Via Saluzzo 30, Torino.

Prenotazione Obbligatoria: collettivoscarpetterosse@gmail.com// Tel 3331234272

INFO: collettivoscarpetterosse@gmail.com// 3331234272