SPETTACOLI

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“L’idea di un teatro serio che, sconvolgendo tutti i nostri preconcetti, ci trasmetta l’ardente magnetismo delle immagini e agisca su di noi come una terapeutica spirituale la cui azione lasci per sempre la sua impronta. Tutto ciò che agisce è crudeltà” Antonin Artaud

Ogni spettacolo creato dal Collettivo Scarpette Rosse nasce da una profonda e sentita urgenza personale delle artiste e degli artisti coinvolti. A volte è un rispecchiamento per sentita affinità con un testo; altre volte è l’immersione profonda in un particolare momento di vita al fine di trovare un filo nel labirinto del tempo; altre volte ancora è l’urlo soffocato che osserva la realtà e che preme per uscire prendendo forma in una creazione che sia da stimolo all’azione nostra e del pubblico; valga come azione anche un pensiero cosciente di essere tale.

Affinchè il teatro possa accadere, e qualcosa accaderci, è necessario sostituire alle strategie e alla finzione un’azione assoluta, che punti a fendere il velo che separa ciò che sembra, dove normalmente risiede la nostra mente nel quotidiano, da ciò che è, aldilà di ogni giudizio e pregiudizio.

Crediamo in un teatro pubblico e decentrato, un teatro di qualità che possa accadere anche al di fuori dei teatri e dai centri storici delle città: un teatro che è in cerca di un pubblico che lo riconosca necessario non a priori, ma in base ad una reale e concreta esperienza di scoperta e rivelazione del suo valore e potere trasformativo.

Un teatro che si rivela e che non si ripete.

Un teatro che non celebra la memoria ma che rigenera il presente attraverso l’immaginazione di ciò che è stato e/o di ciò che sarà.

Un teatro che invita ad entrare nello specchio.

La Quercia è un monologo per attrice che narra e rivive la storia di Orlando, una persona che attraverso un’esperienza straordinariamente estesa nel tempo e nelle vicissitudini, impara a conoscere la natura della propria anima, rinunciando progressivamente ai paradigmi ufficiali di femminilità e maschilità, di artista o persona comune, di giovane o persona anziana.

Un monologo sul tema della psicogenealogia, per esplorare i misteri dell’albero genealogico, per provare a rispondere agli enigmi che ci hanno lasciato in eredità le sfingi di famiglia: le antenate e gli antenati. Un viaggio attraverso una foresta incantata dove appaiono mostri che chiedono solo di  essere visti e riconosciuti, per trasformarsi in preziosi alleati.

Una performance rituale in cerchio. Un manuale di archeomitologia che diventa spettacolare e vivo, incarnato dal corpo e dalla voce di due artiste, accompagnate da un coro di donne. Omaggio a Marija Gimbutas e alle società neolitiche matriarcali.

Lettura scenica a due voci tratta dal carteggio di due famosi poeti del ‘900: Sibilla Aleramo e Dino Campana. Musiche dal vivo.

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