PRATICA DI SCENA_TRILOGIA CHECOVIANA

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TRILOGIA CHECOVIANA
Laboratorio di #PraticadiScena #2 #3 #4
Diretto da Thuline Andreoni

3 Moduli- 3 Spettacoli-68 sessioni di prova

Serata di Presentazione Gratuita del Corso e #Audizione
Giovedi 4 Ottobre 2018 dalle 19,00 alle 22,00
Prenotazione Obbligatoria.
info: collettivoscarpetterosse@gmail.com

Foto nella presentazione video di Domenico Conte

Le edizioni del laboratorio Pratica di Scena #2 #3 e #4 sono dedicate al lavoro di analisi e messa in scena dei tre testi di Anton Checov: “Il Gabbiano”, “Tre Sorelle” e “Il Giardino dei Ciliegi”, rispettando l’ordine cronologico di scrittura, con tre diversi Spettacoli/Studio aperti al pubblico.

Il percorso laboratoriale si propone di simulare il lavoro di una compagnia teatrale professionista durante il periodo di analisi, montaggio e di messa in scena di un testo; si accede tramite una selezione su provino affiancata da una presentazione del corso e del progetto di regia. Il numero e’ chiuso e limitato ad un massimo di dodici partecipanti.

Le finalità del laboratorio sono in primis pedagogiche: l’obiettivo e’ di riprodurre, in un contesto protetto, le dinamiche di relazione attore-regista e quelle di compagnia, corroborando le capacità attoriali attraverso l’esercizio pratico degli strumenti appresi ma non del tutto assimilati.

La partecipazione al laboratorio Pratica di Scena #2 #3 #4 e’ riservata ad allievi attori/ attrici e a tutti coloro che abbiano maturato almeno 2/3 anni di formazione in laboratori annuali e stage teatrali.

Ogni incontro, intensivo, permette di confrontarsi in modo approfondito e completo con le diverse fasi che scandiscono la creazione teatrale: lavoro a tavolino- analisi drammaturgica, sottotesti ed intenzioni, improvvisazioni, spostamenti, costruzione del personaggio e montaggio delle scene sotto la direzione di una regista professionista.

Al termine di ognuno dei tre moduli di messa in scena e’ prevista una serata di presentazione degli Spettacoli sotto forma di Studio e successivamente il gruppo costituito potrà valutare l’eventualità di promuovere e far circuitare in altri modi gli spettacoli creati anche in altre sedi.

Edizione #2#3#4
Si desidera proporre alle/agli allieve/i attrici/attori un’esperienza indimenticabile di partecipazione creativa e dinamica: un’immersione profonda, un tuffo acrobatico da Ottobre 2018 a Dicembre 2019 nei tre capolavori della drammaturgia di Anton Checov, nelle sue acque profonde, sensibili e vive. Ad ogni allieva/allievo sara’ assegnato un ruolo principale a rotazione in una delle tre opere, e l’impegno che viene richiesto dovrà coprire preferibilmente tutta la trilogia, nello spirito di lavoro di un vero ensemble teatrale.

Serata di Presentazione Gratuita del Corso e #Audizione
Giovedi 4 Ottobre 2018 dalle 19,00 alle 22,00
Prenotazione Obbligatoria.
info: collettivoscarpetterosse@gmail.com
collettivoscarpetterosse@gmail.com oppure 3331234272

Ogni Modulo e’ costituito da 22/24 sessioni di prova + spettacolo

1 Modulo- IL GABBIANO- 24 sessioni di prova
Prove serali il Giovedi sera dalle 19,30 alle 22,00
11-18-25 Ottobre// 8-15-22-29 Novembre// 6-13-20- Dicembre// 17/24/31 Gennaio//7-14-21- 28 Febbraio
+ un Week end di tanto in tanto per filate e approfondimenti sul personaggio e dinamiche del testo. Orari da concordare rispetto all’ordine del giorno delle scene da provare.

27-28 Ottobre 2018
26 e 27 Gennaio 2019
9 e 10 Febbraio 2019
Domenica 3 Marzo 2019 giornata intera (FILATE)
Spettacolo-Studio: Lunedì 4 Marzo 2019

2 Modulo-TRE SORELLE- 22 Sessioni di prova

21-28 Marzo//4-11-18 Aprile//9-16-23-30 Maggio//6-13-20-27 Giugno
+ un Week end di tanto in tanto per filate e approfondimenti sul personaggio e dinamiche del testo. Orari da concordare rispetto all’ordine del giorno delle scene da provare.
24 Marzo
6-7 Aprile
18 e 19 Maggio
15 e 16 Giugno
29 e 30 Giugno FILATE
Spettacolo Studio: Lunedì 1 Luglio 2019

3 Modulo- IL GIARDINO DEI CILIEGI- 22 Sessioni di prova
12-19-26 Settembre// 3-10-17-24-31 Ottobre//7-14-21-28 Novembre//5-12-19 Dicembre
+ un Week end di tanto in tanto per filate e approfondimenti sul personaggio e dinamiche del testo. Orari da concordare rispetto all’ordine del giorno delle scene da provare.
19 e 20 Ottobre 2019
23 e 24 Novembre 2019
14 e 15 Dicembre 2019
22 Dicembre giornata intera di FILATE
Spettacolo Studio: Lunedì 23 Dicembre 2019

Al termine dei tre moduli sara’ proposto al gruppo di co-creare una maratona di tre serate consecutive dei tre spettacoli in scena in una rassegna dedicata ad Anton Checov.

QUANDO:
Tutti i Giovedi a partire dal 4 Ottobre (serata di audizione/presentazione)

ORARIO:
Dalle 19,30 alle 22,00/22,30

DOVE:
In via di definizione, ma quasi sicuramente:
Sala Bianca, Arca Studio, Via Valprato 68 c/o Docks Dora.

COSTI:
Ogni Modulo ha il costo di 300 euro, rateizzabili su richiesta in due o più rate.

L’affitto del Teatro per lo spettacolo viene invece coperto di volta in volta dalla prevendita dei biglietti.

La serata di audizione e presentazione e’ gratuita.

INFO E PRENOTAZIONI:
collettivoscarpetterosse@gmail.com oppure 3331234272

Curriculum Thuline Andreoni

http://collettivoscarpetterosse.it/chi-siamo/

Promo Pratica di Scena #1 Il Ventaglio di Carlo Goldoni
https://www.youtube.com/watch?v=i-q1ulB4c2w&feature=share

Promo di “Intrecciati al Kalevala”
https://www.youtube.com/watch?v=XX5eSWN0rhc

Show-Reel Regie Thuline Andreoni
https://www.youtube.com/watch?v=dYcPXHhFs7c

Video- Intervista al “Fatto Quotidiano” di Thuline Andreoni
https://www.youtube.com/watch?v=32p93U31FK4&t=

CERCHIO/LABORATORIO DI TEATRO RITUALE_INDIA 2018/2019

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LABORATORIO di TEATRO RITUALE_INDIA
Da Ottobre 2018 a Giugno 2019
Cerchio di Creazione Rituale e Teatrale

Serata di Presentazione gratuita: Venerdi 5 Ottobre 2018 ore 19,00
Spazio Cucu’, Via Saluzzo 30, Torino.

Progettazione Artistica a cura di Thuline Andreoni
Elementi Base di Danza Indiana: Antonella Usai
e altre consulenze esterne durante l’anno…

Prenotazione Obbligatoria: collettivoscarpetterosse@gmail.com// Tel 3331234272

“Il rituale è performance, un’azione compiuta, un atto.”
“Abbiamo abbandonato l’idea del teatro rituale per – come risultò evidente – rinnovare il rituale, il rituale teatrale, non religioso, ma umano: attraverso l’atto, non attraverso la fede.”
“Non si può capire realmente la propria tradizione, senza confrontarla con una culla diversa”.
J. Grotowski

MITO DI RIFERIMENTO RICERCA E PERCORSO 2018/2019:
FRAMMENTI di MAHA-BHARATA

Il piu’ straordinario dei testi epici indiani, risalente al VIII-IX secolo a.c. e’ considerato il capolavoro della cultura classica indiana nonche’ il poema piu’ vasto dell’umanita’ ( 100.000 versi).

“Questo libro ti aiuterà a capire meglio l’essenza dell’antica filosofia indiana. È più lungo dell’altro grande classico indiano, il Ramayana, e otto volte più esteso di Iliade ed Odissea combinati insieme. Oltre a contenere fantastiche storie di un favoloso passato il Mahabharata è famoso anche per essere un grande libro di elevata spiritualità. Chi lo legge coglierà i punti essenziali che, nei secoli, hanno reso l’India famosa nel mondo. Storia, filosofia, arte, spiritualità cosmica, viaggi spaziali, yoga, karma, reincarnazione, fenomeni oggi considerati paranormali, tutto viene descritto in modo ricco e avvincente. Krishna è l’eroe principale di questa opera, il Guru supremo dell’antica filosofia indiana. Da lui sono rivelati, all’amico e discepolo Arjuna, gli insegnamenti eterni della vita che ancora oggi affascinano, nel mondo, milioni di persone.”
(Giorgio Cerquetti)

Lavoro propedeutico finalizzato alla costruzione di un linguaggio comune
– Ritmo e Presenza
– Dinamiche della natura: gli elementi, le materie, gli animali, i colori, le luci.
– La neutralita’: la maschera neutra (uno stato di calma e curiosita’)
– La voce arcaica, legame tra azione e voce
– Non identificazione//Distacco: parallelo agli insegnamenti di Krsna ad Arjuna (un’azione priva di attaccamento ai suoi frutti)
– Transferts: dalle dinamiche della natura ai personaggi e alle situazioni.
– Lavoro orizzontale (lo spazio esteriore, le relazioni, conflitti, obiettivi, azione e reazione, tirare e spingere)/ Lavoro verticale ( mondo interiore, vocazione, archetipi, funzioni, super-obiettivi dei personaggi)
– Improvvisazione
– Costruzione rituale di super-marionette/Fantocci sacri per la rappresentazione
– Costruzione di un albero genealogico e relazionale dei personaggi principali del poema indiano.
– Creazione collettiva di una drammaturgia
– Elementi base di Danza Indiana a cura di Antonella Usai

Temi
– Nātyaśāstra (Rasa e Bhava) a confronto con La Poetica di Aristotele
– Frammenti di Mahabharata originale a confronto con il Mahabharata riadattato da Jean-Claude Carrière e Peter Brook ( testo di studio consigliato: “Il Mahabharata cinematografico di Peter Brook” di Carola Benedetto, ed. Ananke Lab), quali racconti recuperare?
– Shiva e Shakti
– Elementi di Induismo// I tre insegnamenti sui tre fini dell’uomo. Trivarga: Dharma, Artha, Kama e Moksa, la liberazione//
– I 5 fratelli Pandava e come riconoscere in noi stessi alcuni degli aspetti/funzioni incarnate dai 5 Ksatryya (principi guerrieri): Yudhisthira/Bhima/Arjuna/Nakula e Sahadeva
– Il personaggio della principessa Drapaudi, analisi delle sovrapposizioni mitologiche patriarcali. Potere del sangue mestruale.
– Il mito di Krishna (ottavo avatara di Visnu)
– Bhisma ed i suoi insegnamenti
– I personaggi principali del Mahabharata

“Provengo dalla santa arena del grande sacrificio dei serpenti di Maharaja Janamejaya,” rispose Suta, “ove mi è stato concesso l’onore di ascoltare la sacra e meravigliosa storia chiamata Maha-bharata, composta da Vyasa. Subito dopo, colto da curiosità, sono andato a visitare Samanta-panchaka, il luogo in cui tempo fa si combatté la battaglia fratricida tra i figli di Dritarashtra e quelli di Pandu, i protagonisti di questa fantastica narrazione, che è in sé stessa una meditazione sul Signore Supremo Shri Krishna e arreca a tutti, oratori e ascoltatori, il massimo del beneficio spirituale. Se volete posso ripetervela dall’inizio, esattamente come l’ho ascoltata, senza aggiungervi niente di mio. E allora, comodamente seduti secondo le varie posizioni dello yoga sui loro tappetini di erba santa, i saggi si apprestarono con grande felicità ad ascoltare il Maha-bharata.”

ADI PARVA (Maha-Bharata, 1.)

Il laboratorio che proponiamo fa tesoro dell’eredità che ci ha consegnato la ricerca teatrale sull’interrelazione tra Teatro e Rituale; infatti incentriamo il perno pratico-teorico del laboratorio sulla concreta artigianalità del fare teatro associata ad una sostanziale laicità del suo modo di operare.
L’intento è la costituzione di un gruppo- comunità di persone che grazie al fare teatro possa attingere ai miti di creazione e le mitologie da ogni parte del mondo, rendendone i contenuti materiale vivo e strumentale all’esplorazione teatrale delle costanti essenziali.
Quello che ci interessa è di cogliere, e infine restituire ad un pubblico, il modo specifico in cui ogni cultura ed ogni sistema di pensiero delle origini ( nei tempi antichi di grande connessione dell’essere umano con i ritmi naturali e radicamento alla terra), abbia contribuito tramite i propri racconti e miti a tramandare una comprensione di problemi ed interrogativi universali ( percezione, coscienza, aldilà, senso della vita, inizio del mondo, giustizia, nascita/morte/rigenerazione).
L’immaginario del gruppo si corrobora così, proprio grazie al sostrato archetipico di cui sono portatori i miti su cui si lavora, e l’esperienza teatrale diventa un veicolo di esplorazione di sé e dell’altro da sé, un viaggio verso e nell’alterità, per tentare di riattingere quella dimensione di pienezza, intensità e interezza originarie che nelle culture tradizionali era (e forse, talvolta, è ancora) possibile esperire col rito.
Il fare, all’interno del nostro laboratorio, indaga alcune delle potenzialità del rituale, non rifacendolo-imitandolo ma, proponendone un equivalente in termini di processo della ricerca teatrale che modifica e trasforma lo stato della propria coscienza.
Da una comunità atomizzata ad un gruppo che sperimenta un processo di unificazione e di organicità: dall’unione di ciò che è individuale con ciò che è collettivo, la collaborazione, l’accettazione delle difficoltà e della diversità.

Di seguito riportiamo alcune note dalle lezioni di Mitologia Comparata di Valeria Aliberti all’interno del percorso laboratoriale 2017/2018.

Il Mito è una narrazione sacra che «ci pone in profondo accordo con i processi di vita dell’universo che si dispiega”
Il Mito è uno dei modi che l’essere umano ha sempre posseduto per leggere la Natura che ci circonda e per legare ad essa le nostre vicende sia culturali che personali.
Nasce sin dagli albori dell’umanità dal bisogno di esprimere l’inesprimibile e di trasmettere la conoscenza della Natura e del fare Cultura.
Da Mythos e Logos a lo studio dei miti – La narrazione dei miti
La narrazione di un mito ci conduce in uno spazio rituale sacro dentro al quale possiamo «colmarci di mito» , divenire pieni di esso fino a viverlo e sperimentarlo con i nostri stessi corpi poiché il Mito non è materia inerte ma è pieno di Vita.

PER ISCRIVERSI

Occorre avere almeno 2 anni di esperienza teatrale in laboratori o scuole di teatro e partecipare alla serata di presentazione gratuita del 5 Ottobre 2019, prenotazione obbligatoria.

Serata di Presentazione gratuita: Venerdi 5 Ottobre 2018 ore 19,00
Spazio Cucu’, Via Saluzzo 30, Torino.

Prenotazione Obbligatoria: collettivoscarpetterosse@gmail.com// Tel 3331234272

INFO: collettivoscarpetterosse@gmail.com// 3331234272

INFO: collettivoscarpetterosse@gmail.com

CLICCA QUI PER VEDERE IL VIDEO DELLA SCORSA CREAZIONE 2017/2018 SUL KALEVALA

 

 

 

Intrecciati al KALEVALA

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INTRECCIATI AL KALEVALA

Restituzione di Laboratorio

Sabato 9 Giugno 2018. Ore 18:30

Polo del ‘900

Via Del Carmine 14, Torino

 

“Or prendiamoci le mani/ intrecciam dito con dito, si che ben possiam cantare/ meglio ancora recitare” Kalevala, Primo Runo

 

La restituzione finale del Laboratorio di Teatro Rituale condotto da Thuline Andreoni, porta in scena alcuni frammenti del Kalevala, uno dei testi fondanti dell’identità culturale finlandese: una raccolta di miti della tradizione balto-finnica tramandati per via orale da tempi antichissimi (i Runot) e trascritti, raccolti e ordinati, in un unico testo da Elias Lönnrot, nel 1835.

La nostra cultura immersa nell’eredità culturale greco-romana pare lontanissima da quello che viene cantato/narrato: i miti del Kalevala sono parte di una tradizione epica Finlandese radicata nel canto, nella mitologia, nella cosmologia e nel simbolismo dello sciamanesimo; a tutto questo si somma anche lo straordinario senso di fusione con la natura del popolo Finnico, dovuto alle antiche radici religiose animiste, la bellezza delle immagini e la testimonianza tematica dei cicli di nascita-morte e rigenerazione.

Abbiamo intrecciato le nostre dita a quelle di immaginari antichi cantori finlandesi, per co-creare una nuova drammaturgia, che affianca ai miti del Kalevala il nostro immaginario contemporaneo. L’emergere di corrispondenze e simboli transculturali archetipici è stata arricchita dall’immaginazione soggettiva e dal mondo interiore di ognuno dei partecipanti, permettendo al gruppo di lavoro di declinare al presente le antiche chiavi di conoscenza nascoste tra le maglie dei canti del Kalevala e riattivate, fin dalla notte dei tempi, grazie alla ricerca teatrale.

Performance Rituale a cura di Thuline Andreoni

Con: Simona Aprà, Mariachiara Borsa, Beatrice Louise Borsa, Elena Formantici, Valentina Forghieri, Loretta Sessa, Franca Treccarichi, Nicola Caputo, Michele Piemontese, Massimo Sarappa, Massimiliano Passuello, Francesco Pivetta.

E con la Partecipazione Straordinaria di Marco Brunazzi.

Ringraziamenti a Eija Tarkiainen, Ginevra Scaglia, Andres Aguirre, Valeria Aliberti.

Intervento di chiusura sul Kalevala a cura di Eija Tarkiainen

Sabato 9 Giugno ore 18:30- Polo del ‘900-Via del Carmine 14, Torino.

Prenotazioni: 3331234272

 

“Non si può capire realmente la propria tradizione, senza confrontarla con una culla diversa.”

“Abbiamo abbandonato l’idea del teatro rituale per – come risultò evidente – rinnovare il rituale, il rituale teatrale, non religioso, ma umano: attraverso l’atto, non attraverso la fede.

J.Grotowski

 

 

STAGE SUL CLOWN CON ANDRE’ CASACA

andre? casaca seminario clown identita comica del corpo

IDENTITA’ COMICA DEL CORPO
Tre Giornate di Stage sul Clown
Creato e diretto da André Casaca

Organizzato da Ginevra Scaglia in collaborazione con Collettivo Scarpette Rosse

“Studio pratico sul clown a partire dall’identificazione dell’essere comico in relazione alla propria gestualità’ quotidiana.”

Venerdì 18 Maggio 2018 dalle 19,00 alle 23,00
Sabato 19 Maggio 2018 dalle 10,00 alle 18,00
Domenica 20 Maggio 2018 dalle 10,00 alle 14,00

Spazio Non C’e’, Corso Vercelli 5, Torino

Formazione Professionale indirizzata ad attori, studenti di teatro e danza.
“Ho iniziato il mio percorso artistico con il teatro classico e presto mi sono interessato al teatro gestuale, al corpo e alle sue possibilità globali e infinite di espressione. I personaggi che attuavo all’inizio erano già spesso molto fisici e cercavo instintivamente di limitare la parola e portare le intenzioni attraverso il gesto ed il movimento. In quest’ottica mi trovavo sempre di più ad osservare le persone nel quotidiano e mi nutrivo artisticamente dalla loro gestualità, chespesso portava con se la propria storia di vita.
L’interesse per la comicità non verbale nasce sucessivamente da questo bisogno di alimentarmi della gestualità quotidiana per poter creare. Il lavoro del Clown ha avuto un’incidenza importante nel mio percorso pedagogico e mi sono trovato a riportare nell’insegnamento la necessità di valorizzare l’identità degli allievi, portandoli a ricercare e credere nella propria verità
e immediatezza.Il mio interesse durante l’insegnamento è stato e continua ad esserlo, quello di poter provocare nell’allievo la necessità di costruire il proprio storico comico-corporeo e ritrovare la semplicità, la delicatezza e la forza dello stare in scena insieme al pubblico. Portare gli allievi ad incontrare la propria “l’identità comica del corpo” significa riconoscere in se stessi la stupidità, che per il clown è un valore alto nella sua comicità. Non si diventa stupidi, si è! Essere stupidi significa stupirsi, significa capire in modo diverso piuttosto che non capire, significa usare gli occhi non per fotografare e analizzare la realtà, ma per accogliere, e rispondere alla necessità del pubblico. Quindi non si tratta di aggiungere, ma togliere, denudarsi da concetti o forma e rendere trasparente lo stare in scena, e questa è una condizione costante e difficile da assumere perché inconsapevole.
Credo che il lavoro sul clown sia fondamentale per rimettere l’attore di oggi in contatto con la propria fragilità e trovare in questa condizione vulnerabile la propria forza espressiva.
Non’è un caso che la formazione del clown venga inserita all’interno delle scuole e delle accademie di teatro, e spesso alla fine del percorso formativo, perché il clown ridà l’identificazione
all’attore durante la rappresentazione teatrale”

IL NASO ROSSO CONSERVA LE PAROLE

“Quando mi trovo di fronte a dei piccoli allievi spesso gli dico che il clown ha il naso rosso perché sente vergogna, che quel naso ci fa parlare con il corpo e in realtà non è un naso, ma è un’occhio che ci permette di vedere la realtà con fantasia e libertà. Per questo motivo le parole non servono. Caetano Veloso in una delle sue canzoni dice; “canto soltanto ciò che non posso più trattenere”, quindi forse le sue parole escono quando devono esprimere un sentire e non un semplice pensiero. Uno di questi piccoli allievi a 5 anni, un giorno alla fine di un percorso dove era diventato finalmente un clown mi disse; “ ho capito che il naso rosso conserva le parole” e quindi non solo aveva capito che il suo corpo era anche buffo e poteva parlare, la sua riflessione mi ha fatto capire che le parole che credevo non fossero necessarie, in realtà sono molto importanti e per questo motivo vanno conservate.”

BIOGRAFIA
André Casaca é uno dei maggiori professionisti del teatro corporeo e clown sul territorio italiano.
Brasiliano, radicato in Italia dal 1995. Il Leme Teatro a Campinas – Sao Paulo e Yves Lebreton sono stati fondamentali nella sua formazione. Attore, Ricercatore Teatrale, Clown, Regista, e
ideatore del metodo “Identità Comica del Corpo”. Si dedica al teatro da più di 25 anni, il suo metodo artistico e pedagogico é riconosciuto in Italia e all’estero, nel campo della formazione
teatrale e universitario. E’ Direttore Artistico e Pedagogico del Centro Culturale Teatro C’art e collabora con varie accademie e scuole di teatro professionale.

CONDIZIONI
I partecipanti devono portare vestiti comodi per il lavoro fisico oltre a giacche, pantaloni, gonne, capelli, scarpe, cravatte, completi da donna e da uomo.

INFO E PRENOTAZIONI:
Tel: 3496630497 (Ginevra)-3331234272 (thuline)
Info: ginevrascaglia16@gmail.com

ARCANI MINORI: STAGE DI APPROFONDIMENTO SUI TAROCCHI DI MARSIGLIA

JADE

SEMINARIO sui TAROCCHI DI MARSIGLIA a TORINO
GLI ARCANI MINORI

condotto da Paulina Jade Doniz

SABATO 19 e DOMENICA 20 MAGGIO 2018
dalle 11:00 alle 18:00
Arca Studios c/o Docks Dora, Via Valprato 68, Torino

Le carte dei Tarocchi di Marsiglia sono uno strumento per entrare in contatto con il nostro inconscio e, attraverso la comprensione, riparare, sanare e valorizzare i nostri conflitti personali.
Sebbene gli Arcani Minori dei Tarocchi siano poco usati e contengano una ricchezza spesso dimenticata, sono proprio loro che ci mostrano la struttura numerica dei Tarocchi espandendo la nostra comprensione degli Arcani Maggiori.
Gli Arcani Minori, inoltre, ci forniscono i dettagli di una lettura e ci permettono di vedere con precisione ciò’ che pertiene alla mente (Spade), al cuore (Coppe), alla materia (Denari) o all’energia sessuale e creativa (Bastoni).
La serie dei semi è particolarmente difficile da interpretare perché i suoi simboli sono astratti e segreti. Non “parlano visivamente” come gli Arcani Maggiori e la loro comprensione richiede un esame approfondito.
Con oltre 30 anni di pratica ed investigazione sui tarocchi di Marsiglia, Jade Doniz ci invita a esplorare questo meraviglioso strumento attraverso il metodo da lei appreso direttamente da Alejandro Jodorowsky e sviluppato negli ultimi anni apportandovi una speciale sensibilità femminile.

Seminario di due giorni – Su prenotazione – posti limitati

COSA PORTARE: Tarocchi di Marsiglia, penna e quaderno.

SABATO 19 e DOMENICA 20 MAGGIO 2018
dalle 11:00 alle 18:00
Arca Studios c/o Docks Dora, Via Valprato 68, Torino

CONSULTE PRIVATE:

JADE SARÀ DISPONIBILE, SU APPUNTAMENTO, PER CONSULTE PRIVATE NEI GIORNI: MERCOLEDI 16-GIOVEDI 17- VENERDI 18- LUNEDI 21- MARTEDI 22- MERCOLEDI 23

Per info e prenotazioni:
thuline81.andreoni@gmail.com // 3331234272

PAULINA JADE DONIZ- TAROLOGA e PSICOGENEALOGISTA é nata in Messico e vive a Parigi. Fin dalla sua infanzia è stata in contatto con le tradizioni sciamaniche messicane, principalmente con gli Huicholes e gli Yaquis, facendo la sua formazione insieme a Luciano Pérez (capo spirituale Lakota), e Maria Concepcion del Castillo della tradizione Nahua. E’ stata discepola ed assistente personale di Alejandro Jodorowsky per anni con chi ha appreso i Tarocchi, la Psicogenealogia e la Psicomagia. Ha studiato diversi tipi di danza e tecniche di terapia tramite il corpo e la respirazione. Attualmente tiene sedute private, corsi e seminari a Parigi, Milano, Barcellona e Messico.

Per Informazioni, Appuntamenti ed Iscrizioni:
thuline81.andreoni@gmail.com // 333123272

SEMINARIO SUI TAROCCHI DI MARSIGLIA

Jade consulte

SEMINARIO SUI TAROCCHI DI MARSIGLIA
INIZIAZIONE AL SIMBOLISMO DEGLI ARCANI MAGGIORI
Seminario di due giorni

CONDOTTO DA PAULINA JADE DONIZ

SABATO 17 e DOMENICA 18 MARZO 2018
Dalle 11:00 alle 18:00 (con un’ora di pausa pranzo)
ARCA STUDIOS (sala bianca)
C/O DOCKS DORA
Via Valprato 68, Torino

Info e prenotazioni/iscrizioni collettivoscarpetterosse@gmail.com

Queste due giornate di scoperta vi mostreranno i tarocchi come un linguaggio visivo che ci aiuta ad entrare in contatto con il nostro inconscio attraverso immagini crittografate. Non come metodo di divinazione, ma come un supporto terapeutico per condurci ad una piu’ profonda conoscenza di sé e della vita in generale. In effetti, le carte sono uno strumento per entrare in contatto con il nostro mondo interiore e, attraverso la comprensione, riparare, guarire e valorizzare i nostri conflitti personali.
Come per tutte le opere di carattere sacro, per comprendere i tarocchi è necessario un approccio graduale, attraverso un apprendistato che, in modo armonico, abbracci teoria (storia, numerologia, simbolismo dei colori, arcani, tiraggi, ecc.), pratica (letture) e sperimentazione tramite consulte, giochi ed esercizi rivolti a se stessi. Così il linguaggio dei tarocchi si rivela sempre più chiaro e ci possiamo nutrire dei loro significati profondi, applicando questa conoscenza in modo pratico e positivo sulla nostra vita.
Con oltre 25 anni di esperienza, Jade Doniz ci invita a esplorare questo meraviglioso strumento attraverso il metodo da lei appreso direttamente da Alejandro Jodorowsky e sviluppato negli ultimi anni apportandovi una speciale sensibilità femminile

PAULINA JADE DONIZ- TAROLOGA e PSICOGENEALOGISTA http://www.paulinajadedoniz.com/it/
Jade Doniz è nata in Messico e abita a Parigi. Fin dalla sua infanzia è stata in contatto con le tradizioni sciamaniche messicane, principalmente con gli Huicholes e gli Yaquis, facendo la sua formazione insieme a Luciano Pérez (capo spirituale Lakota), e Maria Concepcion del Castillo della tradizione Nahua. E’ stata discepola di Alejandro Jodorowsky per più di 25 anni e da lui ha imparato i Tarocchi, la Psicogenealogia e la Psicomagia. Ha studiato diversi tipi di danza e tecniche di terapia tramite il corpo e la respirazione. Attualmente tiene sedute di consulta, corsi e seminari a Parigi, Milano, Barcellona e Messico.

JADE TERRA’ CONSULTE PRIVATE NEI GIORNI
– MARTEDI’ 20 – MERCOLEDI’ 21 – GIOVEDI’ 22 –VENERDI’ 23 –

STAGE SUL BUFFONE con Emmanuel Gallot Lavallée

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Stage intensivo
I BUFFONI
Condotto da Emmanuel Gallot-Lavallée

Sabato 24 Febbraio e Domenica 25 Febbraio 2018
Sabato dalle 10,00 alle 18,00 (un’ora di pausa pranzo)
Domenica dalle 10,00 alle 18,00 (un’ora di pausa pranzo)
Spazio Gene’ 5, Via Gene’ 5, Torino
Info: collettivoscarpetterosse@gmail.com / 3331234272

“Diversa è la risata umoristica quando si ride di se stesso, dalla risata ironica e distruttrice quando si ride di qualcuno. Nel primo caso siamo nel mondo del clown che subisce le burrasche della vita. Nel secondo caso siamo nel mondo dei buffoni: loro si divertono a spese degli altri e si beffano dei drammi dell’esistenza.” “Clown Celeste. Pedagogia creativa per un teatro comico” Emmanuel Gallot-Lavallée, Cartman Edizioni, 2010

I buffoni, esseri deformi dagli enormi ventri, grandi natiche e tortuose gobbe, si muovono in branco, groviglio di corpi e simbolo di viscerale complicità. La formazione di un branco di buffoni necessita di un andamento ritmico inquietante, di apparizioni improvvise e fughe divertite.
Pur risalendo storicamente al buffone delle corti medievali, è in Shakespeare che il “fool” trova la sua connotazione drammatica e metaforica che ci permette di collocare questo personaggio all’interno del panorama drammaturgico ironico e grottesco. Un’analisi puntuale dell’arte figurativa di Bosch e Bruegel darà modo all’allievo di cogliere meglio “l’immaginario” di riferimento, mentre l’inferno dantesco e le antiche ambientazioni bibliche, saranno alcuni dei referenti epici e narrativi.
Emerge una dura accusa ad una società governata da re buffoni e un’arte della crudeltà e della beffa, anima nera ma sincera dell’umanità.
La scelta della propria deformazione, che influenza camminata e psicologia, è il primo passo che l’allievo compie verso la costruzione del proprio personaggio. Segue la realizzazione del costume di scena. Una volta assemblati, i costumi, di grande suggestione scenica, ampliano e modificano i corpi degli attori, calandoli in una dimensione temporale che ricorda il tenebroso fascino del gotico e del suo lusso decadente.

Programma di studi:
– La Deformazione
– Il Branco buffonesco
– Il Grande Prete
– La Parodia
– Uso della voce: ridere, piangere
– Alterazione del parlato
– E. A. Poe; Shakespeare (Riccardo II, King Lear); le profezie (Apocalisse).
– Studio sulle pitture di Bosch e Bruegel
– Gli spazi del grottesco
– Rapporto tra comicità e ironia

Materiale:
Calze (collant), anche vecchie e/o rotte.
Cuscini e/o stracci/tessuti per creare imbottiture
Scarpe da ginnastica.
Vestiti comodi
Un quadernetto classico per scrivere.

Sabato 24 Febbraio e Domenica 25 Febbraio 2018
Sabato dalle 10 alle 18 (un’ora di pausa pranzo)
Domenica dalle 10 alle 18 (un’ora di pausa pranzo)
Spazio Gene’ 5, Via Gene’ 5, Torino
Info: collettivoscarpetterosse@gmail.com / 3331234272

BIOGRAFIA DEL DOCENTE
Emmanuel Gallot-Lavallée, ex-assistente alla Scuola di Jacques Lecoq, ivi formato come attore e pedagogo, è regista e insegnante teatrale, attore e pittore diplomato in “Pedagogia Teatrale” e specializzato in “Analisi del Personaggio” e “Teatro comico dell’arte”. Ha insegnato in Svizzera fino all’81 “Improvvisazione teatrale” alla Scuola del clown Dimitri. Nel 1981, tornato a Parigi, ha creato con Silvia Marcotullio la compagnia teatrale “Circo a Vapore”, e nel 1984, a Roma, sempre insieme a Silvia Marcotullio e Fiammetta Bianconi ha fondato la Scuola Internazionale di Teatro. Dall’84 ad oggi ha tenuto seminari, stages e laboratori teatrali di formazione professionale e di specializzazione in Italia e all’estero per attori, operatori culturali, associazioni, compagnie teatrali e insegnanti. Ha creato la Scuola Circo d’Abruzzo, scuola di teatro e… di vita, e lavorato nella formazione di clownterapia e clown d’ospedale e realizzato degli interventi teatrali nelle tendopoli dell’Aquila. Nel 2010 ha creato l’Ecole des Clowns, scuola dedicata al mondo del circo e alla presenza fragile del clown.

PRATICA DI SCENA #1

PraticadiScena#

Il Ventaglio di Carlo Goldoni

12 prove e Spettacolo/Studio

Presentazione Gratuita del Corso e #Provino #Selezione

GIOVEDI 1 MARZO dalle 19,30 alle 22,00

Laboratori di Via Baltea 3, Torino

Sala Aquario

 

La prima edizione del laboratorio Pratica di Scena #1 e’ dedicata all’allestimento teatrale di un classico: ” Il Ventaglio” di Carlo Goldoni, con Spettacolo/Studio finale in teatro.

Il percorso si propone di simulare il lavoro di una compagnia teatrale professionista durante il periodo di montaggio e di messa in scena di un testo; si accede tramite una selezione su provino che funge anche da presentazione del corso ed il numero e’ chiuso e limitato al numero massimo di dodici partecipanti.

Le finalità del laboratorio sono in primis pedagogiche: l’obiettivo e’ di riprodurre, in un contesto protetto, le dinamiche di relazione attore-regista e quelle di compagnia, corroborando le capacità attoriali attraverso l’ esercizio pratico degli strumenti appresi ma non del tutto assimilati.

La partecipazione al laboratorio Pratica di Scena #1 e’ riservata ad allievi attori/ attrici e a tutti coloro che abbiano maturato almeno 2 anni di formazione in laboratori  annuali e stage teatrali.

Ogni incontro, intensivo, permette di confrontarsi in modo approfondito e completo con le diverse fasi che scandiscono la creazione teatrale: lavoro a tavolino- analisi drammaturgica, sottotesti ed intenzioni, improvvisazioni, spostamenti, costruzione del personaggio e montaggio delle scene sotto la direzione di una regista.

Al termine del percorso e’ prevista una serata di presentazione dello Spettacolo sotto forma di Studio in uno spazio teatrale di Torino e successivamente il gruppo costituito potrà valutare l’eventualità di promuovere, vendere e far circuitare lo spettacolo creato anche in altre sedi.

 

Show-Reel Regie Thuline Andreoni

https://www.youtube.com/watch?v=dYcPXHhFs7c

 

Video- Intervista al “Fatto Quotidiano” di Thuline Andreoni

https://www.youtube.com/watch?v=32p93U31FK4&t=6s

 

 

QUANDO:

Tutti i Giovedi a partire dal 1 Marzo 2018 fino al 31 Maggio 2018 piu’ Spettacolo in data da concordare

ORARIO:

Dalle 19,30 alle 22,00/22,30

DOVE:

Laboratori di Via Baltea 3, Torino- Sala Acquario

INFO E PRENOTAZIONI:

collettivoscarpetterosse@gmail.com oppure 3331234272

 

Presentazione Gratuita del Corso PRATICHE DI SCENA #1 e #Provino

GIOVEDI 1 MARZO dalle 19,30 alle 22,00

Laboratori di Via Baltea 3, Torino

Sala Aquario

 

REGISTA A PROGETTO_Thuline Andreoni

LA QUERCIA 1

Abbiamo creato un video breve di 3 minuti con alcune delle esperienze registiche di Thuline Andreoni, guardalo su youtube e lascia un like!

CLICCA QUI PER VEDERE IL VIDEO

Thuline Andreoni e’ una regista teatrale che lavora a progetto-commissione per:

– Regie di Spettacoli
– Regie per Reading e Mise en Espace
– Regie di Rievocazioni Storiche
– Direzione Artistica di Eventi Culturali
– Supervisione Artistica di Progetti Teatrali
– Consulenza Drammaturgica
– Actor Coach
Per info e preventivi: collettivoscarpetterosse@gmail.com
www.collettivoscarpetterosse.it
Facebook: https://www.facebook.com/RegistaProge…
Twitter: Thuline Andreoni

Foto di Elisa Ippolito, Anna Lami, Isabella Privitera, Cecilia Palombella

TEATRO RITUALE_Laboratorio

Locandina Teatro Rituale corretta

Promo: https://www.youtube.com/watch?v=D1aXpB7j-0M&feature=youtu.be

Prima Lezione di Prova Gratuita

 Mercoledi 4 Ottobre 2017. Ore 20,00

 Spazio Non C’e’. Corso Vercelli 3, Torino

 Info: collettivoscarpetterosse@gmail.com   Tel: 3331234272

 

“Il rituale è performance, un’azione compiuta, un atto.”

“Abbiamo abbandonato l’idea del teatro rituale per – come risultò evidente – rinnovare il rituale, il rituale teatrale, non religioso, ma umano: attraverso l’atto, non attraverso la fede.”

Non si può capire realmente la propria tradizione, senza confrontarla con una culla diversa.

J. Grotowski

 

I TEMI

I miti del Kalevala sono parte di una tradizione epica Finlandese radicata nel canto, nella mitologia, nella cosmologia e nel simbolismo dello sciamanesimo.

L’essenza dell’epica baltofinnica sembra essere immersa in una visione del mondo sciamanica, dove gli eroi viaggiano per mondi superiori ed inferiori ed il confine tra la vita e la morte può essere attraversato con il potere della magia.

Analizzando i canti del Kalevala, ci si accorge che trattano temi arcaici come la nascita dell’ordine cosmico e temi che ricordano lo sciamanesimo euroasiatico: battaglie a colpi di canti magici, metamorfosi in animali, viaggi nell’aldilà alla ricerca di conoscenza e parole magiche, il segreto della fertilità o della scarsità di risorse (il mitico Sampo).

A differenza delle epiche tradizionali più conosciute (Iliade, Odissea, Canto del Cid etc..) nel Kalevala nessun canto descrive uno scontro cruento tra due civiltà che lottano per prevalere l’una sull’altra. Il combattimento è quasi sempre magico e non cruento.

Lo straordinario senso di fusione con la natura del popolo Finnico, dovuto alle antiche radici religiose animiste, la bellezza delle immagini, il sostrato mitico universale delle vicende narrate e la testimonianza tematica dei cicli di nascita-morte e rigenerazione, rendono il Kalevala un testo dal potenziale immenso per un percorso di ricerca teatrale e rituale che faccia scaturire nel gruppo di lavoro un rinnovato senso di connessione alla Terra.

I CARDINI DEL TEATRO RITUALE

Il laboratorio che proponiamo fa tesoro dell’eredità che ci ha consegnato la ricerca teatrale sull’interrelazione tra Teatro e Rituale; infatti incentriamo il perno pratico-teorico del laboratorio sulla concreta artigianalità del fare teatro associata ad una sostanziale laicità del suo modo di operare.

L’intento è la costituzione di un gruppo- comunità di persone che grazie al fare teatro possa attingere ai miti di creazione e le mitologie da ogni parte del mondo, rendendone i contenuti materiale vivo e strumentale all’esplorazione teatrale delle costanti essenziali.

Quello che ci interessa è di cogliere, e infine restituire ad un pubblico, il modo specifico in cui ogni cultura ed ogni sistema di pensiero delle origini ( nei tempi antichi di grande connessione dell’essere umano con i ritmi naturali e radicamento alla terra),  abbia contribuito tramite i propri racconti e miti a tramandare una comprensione di problemi ed interrogativi  universali ( percezione, coscienza, aldilà, senso della vita, inizio del mondo, giustizia, nascita/morte/rigenerazione).

L’immaginario del gruppo si corrobora così, proprio grazie al sostrato archetipico di cui sono portatori i miti su cui si lavora, e l’esperienza teatrale diventa un veicolo di esplorazione di sé e dell’altro da sé, un viaggio verso e nell’alterità, per tentare di riattingere quella dimensione di pienezza, intensità e interezza originarie che nelle culture tradizionali era (e forse, talvolta, è ancora) possibile esperire col rito.

Il fare, all’interno del nostro laboratorio, indaga alcune delle potenzialità del rituale, non rifacendolo-imitandolo ma, proponendone un equivalente in termini di processo della ricerca teatrale che modifica e trasforma lo stato della propria coscienza.

Da una comunità atomizzata ad un gruppo che sperimenta un processo di unificazione e di organicità: dall’unione di ciò che è individuale con ciò che è collettivo, la collaborazione, l’accettazione delle difficoltà e della diversità.

IL LABORATORIO

Partecipazione Straordinaria di Paulina Jade Doniz

Per approfondire l’aspetto pratico e teorico riguardante il #Rituale avremo la presenza di una ricercatrice spirituale d’eccezione.

Paulina Jade Doniz, messicana che vive a Parigi, terrà durante l’anno degli incontri di formazione sul rituale all’interno delle ore di laboratorio. Fin dalla sua infanzia è stata in contatto con le tradizioni sciamaniche messicane, principalmente con gli Huicholes e gli Yaquis, facendo la sua formazione insieme a Luciano Pérez (capo spirituale Lakota), e Maria Concepcion del Castillo della tradizione Nahua. È stata assistente di Alejandro Jodorowsky per più di 25 anni e da lui ha imparato i Tarocchi, la Psicogenealogia e la Psicomagia. Ha studiato diversi tipi di danza e tecniche di terapia tramite il corpo.

Thuline Andreoni attice, regista teatrale ed insegnante di recitazione, cura la Direzione Artistica del laboratorio, l’Ideazione del progetto, la Regia e l’Adattamento Teatrale dei canti del Kalevala partendo dalle improvvisazioni degli allievi ed un confronto dialettico collettivo.

Da anni pratica e approfondisce aspetti del sacro femminino attraverso cerchi di donne e formazioni con sciamane e maestre internazionali, studia il buddismo tibetano e le ruote stagionali dell’anno, con lo scopo principale di distinguere la voce del mentale da quella del cuore e ricercare un equilibrio che faciliti una ri- connessione alla terra e una ri-sacralizzazione del corpo e del piacere.

Ginevra Scaglia è attrice/performer ed insegnante di teatro fisico; si forma  presso l’ Ecole Internationale de Théâtre Jacques Lecoq di Parigi, dal 1994 al 1996. Nel 2014 segue nella medesima scuola di Parigi il percorso di assistente pedagogica. Assieme a Andres Aguirre, insegnante di movimento ed acrobatica, propongono il Training Fisico e curano i Movimenti Scenici dello spettacolo, partendo dalle possibilità fisiche e specifiche di ognuna/o, senza giudizio, ma valorizzando la corporeità unica di ogni partecipante. L’allenamento sarà volto ad una maggiore consapevolezza e controllo del proprio gesto, voce e respiro e la sperimentazione di pattern fisici extra-quotidiani (neutralità, amplificazione, coordinamento, disequilibrio, maschere, bastoni etc) al fine di coniugare la spontaneità e la precisione, la struttura e l’organicità, per sperimentare una loro armonica fusione (come avviene nel rituale).

Valeria Aliberti,  artista e sacerdotessa della Dea in formazione presso il Glastonbury Goddess Temple di Glastonbury (UK); Sorella di Diana al Tempio della Dea di Torino; Moon Mother formatasi nel percorso proposto da Miranda Gray;  Womb Keeper avendo ricevuto il Rito del Grembo come trasmesso da Marcela Lobos. Ricercatrice indipendente in ambito mitologico, archeologico e letterario con un particolare sguardo sui temi del sacro femminile. Ha scritto numerosi articoli dedicati a questi argomenti pubblicati su siti internet e su riviste del settore.
Curerà un ciclo di incontri sulla mitologia comparata partendo dai miti del Kalevala.

Marco Amistadi, attore diplomato alla Sergio Tofano di Torino e musicista diplomato (oboe e specializzazione in musica elettronica) al Conservatorio Verdi di Torino, terrà un ciclo di lezioni sulla voce e sul canto, finalizzate all’inserimento di alcuni cori all’interno dello spettacolo finale.

Mariachiara Borsa e Elena Formantici, allieve pluriennali del laboratorio e attive come attrici nella compagnia teatrale “Teatro Laboratorium” costituita dagli ex allievi dei corsi di Scarpette Rosse, si occuperanno degli aspetti logistico-organizzativi.

Per accedere al laboratorio teatrale “Teatro Rituale- Kalevala” è preferibile, ma non strettamente necessario, avere un’esperienza teatrale pregressa. Sono indispensabili doti di inclusione, senso dell’umorismo e spirito di gruppo.

E’ richiesta una breve e-mail di motivazioni personali per la partecipazione.

I COSTI

Il laboratorio di Teatro Rituale prevede delle formule di rateizzazione che possano venire incontro alle esigenze diversificate per ogni fascia di reddito, ma con delle scadenze precise ed inderogabili che rispettino il lavoro di tutti gli insegnanti coinvolti. (2/3 Rate: Ottobre// Gennaio o Febbraio//Marzo).

Prima Lezione di Prova Gratuita

Mercoledi 4 Ottobre 2017. Ore 20,00

Spazio Non C’e’. Corso Vercelli 3, Torino

Info: collettivoscarpetterosse@gmail.com

Tel: 3331234272

 

“Penso che ciò che è verificabile nella pratica

 preceda le differenze culturali, filosofiche e religiose.

 E questa cosa è comprensibile, anche se si è condizionati da radici differenti,

 e allo stesso tempo queste radici costituiscono un aiuto profondo,

poichè portano con sè l’esperienza di molte generazioni.

 J.Grotowski